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Bandi Europei

Governare in modo sostenibile i beni comuni globali

Titolo:

Governare in modo sostenibile i beni comuni globali

Governing global commons sustainably

 

TOPIC ID:

HORIZON-CL2-2026-01-DEMOCRACY-06

 

Ente finanziatore:

Commissione europea

Programma Horizon Europe

 

Obiettivi ed impatto attesi:

Risultati attesi

I progetti dovrebbero contribuire a tutti i seguenti risultati attesi:

Le istituzioni dell’UE, gli Stati membri e i decisori politici a livello mondiale, le organizzazioni internazionali pertinenti, le organizzazioni della società civile e altri attori sociali dispongono di una migliore comprensione condivisa delle sfide sistemiche e delle cause profonde e motivazioni che compromettono la gestione sostenibile dei beni comuni globali.

Le istituzioni dell’UE, gli Stati membri e i decisori politici a livello mondiale, le organizzazioni internazionali pertinenti, nonché le accademie scientifiche, gli istituti di istruzione superiore e gli enti di ricerca sono meglio equipaggiati con gli strumenti necessari per migliorare l’interfaccia tra scienza e politica nell’ambito delle politiche estere e di sicurezza in generale, e in particolare degli organismi multilaterali/nazionali di consulenza scientifica in materia di politica estera, riconoscendo la necessità di coinvolgere i cittadini in un approccio più partecipativo e inclusivo alla ricerca e alla definizione delle politiche.

Il multilateralismo basato su regole viene rafforzato attraverso lo sviluppo di concetti, metodi, processi e informazioni rilevanti per il processo decisionale, che favoriscano una governance sostenibile dei beni comuni globali nell’attuale contesto geopolitico in evoluzione, contribuendo anche alle azioni dell’UE nel campo della diplomazia scientifica.

 

Ambito di applicazione

I beni comuni globali — risorse condivise da tutta l’umanità — sono sempre più minacciati dall’eccessivo sfruttamento e dal degrado causati da attori statali e non statali. Gli spazi al di fuori delle giurisdizioni nazionali, in particolare, richiedono una gestione collettiva per garantirne la sostenibilità alle generazioni future. In caso contrario, si rischia di aggravare la triplice crisi planetaria costituita da cambiamento climatico, perdita di biodiversità e inquinamento, con possibili effetti a cascata e superamento irreversibile di tipping points e limiti planetari.

Le crescenti tensioni geopolitiche, l’indebolimento della cooperazione multilaterale, i progressi tecnologici e l’aumento degli interessi commerciali da parte di attori non statali hanno intensificato le pressioni sui beni comuni globali. La diminuzione della fiducia nella scienza complica ulteriormente gli sforzi volti a concordare una governance equa e sostenibile di tali beni, aumentando il rischio di instabilità e conflitti.

Nel contesto geopolitico attuale, è necessario riesaminare l’efficacia degli strumenti giuridici esistenti e accompagnare con attività di ricerca l’attuazione dei nuovi strumenti normativi. È inoltre necessario rafforzare ulteriormente l’impatto degli attuali e futuri forum di interazione tra scienza e politica e i loro collegamenti con convenzioni e accordi pertinenti.

A tal fine, le proposte dovrebbero realizzare una mappatura completa delle motivazioni e dei valori degli attori a livello sociale, aziendale e statale, coprendo diverse regioni e coalizioni di Paesi nel mondo.

È inoltre necessaria ricerca su come l’attuale governance dei beni comuni globali influenzi la giustizia intergenerazionale e i diritti umani, inclusa l’uguaglianza di genere e l’impatto sui diversi gruppi sociali, nonché su come la società civile possa essere messa in condizione di accedere alle informazioni, fornire conoscenze — comprese quelle dei Popoli Indigeni e delle Comunità Locali — e partecipare alla governance dei beni comuni globali.

Ciò può includere attività di ricerca volte a rafforzare il coinvolgimento dei cittadini e la fiducia nei processi di governance, esplorando motivazioni e dinamiche che influenzano le posizioni degli stakeholder nei forum multilaterali.

Le proposte sono inoltre incoraggiate a studiare i diritti di ricorso e risarcimento nelle politiche relative ai beni comuni globali, inclusi, ma non limitati a, i “diritti della natura”.

La questione di fondo riguarda il modo in cui possa essere costruita una governance sostenibile dei beni comuni globali in un mondo multipolare caratterizzato da potenze egemoniche concorrenti che non condividono necessariamente una visione comune della cooperazione, del multilateralismo o persino del diritto internazionale.

L’obiettivo generale del bando è quindi sviluppare concetti e soluzioni multidisciplinari e interdisciplinari per la governance sostenibile dei beni comuni globali, anche attraverso l’utilizzo della diplomazia scientifica come strumento di soft power e valorizzando le migliori pratiche esistenti nei diversi tipi di commons, quali oceani, Antartide e spazio extra-atmosferico.

Le proposte sono incoraggiate a esplorare come gli squilibri nella governance dei beni comuni globali possano contribuire a tensioni geopolitiche, inclusi conflitti diretti o guerre per procura, nonché all’erosione o violazione dei diritti umani. Sono inoltre incoraggiate a considerare le implicazioni più ampie di tali lacune di governance per la stabilità internazionale e l’ordine globale basato su regole.

Le proposte devono affrontare una delle seguenti aree tematiche:

Area A: Governance climatica

I progetti dovrebbero considerare gli sforzi passati e attuali di governance climatica globale, inclusa la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici e l’Accordo di Parigi, sviluppando proposte per rafforzare la governance climatica nel contesto geopolitico attuale.

Particolare attenzione dovrebbe essere dedicata all’analisi delle motivazioni che alimentano posizioni divergenti sul cambiamento climatico tra gli stakeholder, nonché alle possibili soluzioni e al rafforzamento delle interfacce tra scienza e politica, come l’IPCC e altri meccanismi scientifici pertinenti, anche attraverso un maggiore coinvolgimento dei cittadini per aumentare la fiducia nella scienza.

Le proposte dovrebbero contribuire a sviluppare raccomandazioni per le azioni dell’UE e globali nel campo della diplomazia scientifica.

Area B: Governance della biodiversità

I progetti dovrebbero considerare gli sforzi passati e attuali di governance globale della biodiversità, inclusa la Convenzione sulla Diversità Biologica, le Conferenze delle Parti e il Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework.

Le proposte sono incoraggiate a esaminare in particolare l’integrazione dei diritti di ricorso e risarcimento nei processi decisionali ambientali, inclusi i meccanismi legali per affrontare reclami e garantire accountability, soprattutto nel contesto dei “diritti della natura” e di altri approcci innovativi alla giustizia ambientale.

Tenendo conto dell’attuale contesto geopolitico, i progetti dovrebbero sviluppare opzioni per rafforzare il ruolo delle interfacce tra scienza e politica, quali IPBES, IPR e altri meccanismi scientifici pertinenti, inclusi il Global Knowledge Support Service for Biodiversity e i centri subregionali di cooperazione tecnica e scientifica.

Ciò dovrebbe contribuire allo sviluppo di raccomandazioni per le azioni dell’UE e globali nel campo della diplomazia scientifica.

Le proposte dovrebbero inoltre promuovere:

  • un migliore accesso alle informazioni ambientali per cittadini e organizzazioni della società civile;
  • l’integrazione dell’uguaglianza di genere e dei diritti umani nelle politiche per la biodiversità, in linea con il lavoro del Consiglio ONU per i Diritti Umani.

Area C: Governance degli spazi oltre la giurisdizione nazionale

I progetti dovrebbero fornire una valutazione trasversale di come siano stati governati finora gli spazi oltre la giurisdizione nazionale, in particolare:

  • oceani,
  • regioni polari,
  • spazio extra-atmosferico, inclusa la Luna,
  • orbita terrestre bassa,
  • spettro radio,
  • cieli bui e silenziosi.

Ciò può includere una revisione comparativa dei quadri giuridici esistenti, come:

  • Trattato Antartico,
  • Convenzione ONU sul diritto del mare,
  • High Seas Treaty,
  • Outer Space Treaty.

I progetti dovrebbero studiare in modo olistico e multidisciplinare le pressioni attuali ed emergenti su questi spazi, con particolare attenzione al ruolo degli attori non statali, sviluppando approcci per una governance sostenibile nonostante la frammentazione geopolitica, contribuendo così alle azioni dell’UE nel campo della diplomazia scientifica.

Gli esempi applicativi possono includere:

  • protezione degli ecosistemi marini profondi;
  • gestione dei detriti spaziali;
  • tutela dei cieli bui e silenziosi.

Le attività di ricerca dovrebbero coinvolgere in modo significativo esperti con esperienza pratica nei processi e negli organismi pertinenti, inclusi:

  • decisori politici,
  • diplomatici,
  • settore privato,
  • accademia,
  • società civile,
  • rappresentanti dei popoli indigeni.

È fortemente incoraggiato il coinvolgimento di partner internazionali. Per l’Area C è particolarmente gradita la partecipazione delle regioni ultraperiferiche dell’UE.

La ricerca dovrebbe adottare una prospettiva sistemica multidisciplinare, interdisciplinare e transdisciplinare, integrando competenze delle scienze naturali, ingegneristiche, sociali e umanistiche, incluse storia, diritto, etica e altre discipline.

I progetti selezionati dovranno cooperare tra loro per creare sinergie e collegamenti tra i diversi quadri di governance.

Le proposte sono inoltre incoraggiate a identificare altri progetti finanziati dall’UE e a esplorare possibili opportunità di collaborazione.

 

Criteri di eleggibilità:

Qualsiasi soggetto giuridico, indipendentemente dal suo luogo di stabilimento, compresi i soggetti giuridici di Paesi terzi non associati o di organizzazioni internazionali (comprese le organizzazioni internazionali di ricerca europee) può partecipare (indipendentemente dal fatto che sia idoneo o meno al finanziamento), a condizione che siano state soddisfatte le condizioni stabilite dal regolamento Horizon Europe e qualsiasi altra condizione stabilita nel tema specifico del bando. Per “soggetto giuridico” si intende qualsiasi persona fisica o giuridica costituita e riconosciuta come tale ai sensi del diritto nazionale, del diritto dell’UE o del diritto internazionale, dotata di personalità giuridica e che può, agendo in nome proprio, esercitare diritti ed essere soggetta a obblighi, oppure un soggetto privo di personalità giuridica.

I beneficiari e gli enti affiliati devono registrarsi nel Registro dei Partecipanti prima di presentare la domanda, per ottenere un codice di identificazione del partecipante (PIC) ed essere convalidati dal Servizio Centrale di Convalida prima di firmare la convenzione di sovvenzione. Per la convalida, durante la fase di preparazione della sovvenzione, verrà chiesto loro di caricare i documenti necessari che dimostrino il loro status giuridico e la loro origine. Un PIC convalidato non è un prerequisito per presentare una domanda.

 

Contributo finanziario:

Contributo UE atteso per progetto

La Commissione europea stima che un contributo UE compreso tra 3,50 e 4,00 milioni di euro consentirebbe di raggiungere adeguatamente gli obiettivi previsti.

Tuttavia, ciò non esclude la possibilità di presentare e selezionare proposte che richiedano importi differenti.

 

Budget indicativo

Il budget totale indicativo del topic è pari a 12 milioni di euro.

 

Tipo di azione

Research and Innovation Actions (RIA).

 

Procedura

La procedura è descritta nell’Allegato Generale F.

Si applica la seguente eccezione:

Per garantire un portafoglio equilibrato che copra le diverse aree tematiche del topic, i grant saranno assegnati non soltanto in base all’ordine della graduatoria, ma anche alle proposte con il punteggio più alto all’interno di ciascuna delle aree previste nello scope (A, B e C), purché tali proposte raggiungano tutte le soglie richieste.

Le proposte devono indicare chiaramente l’area o le aree tematiche selezionate.

 

Assetto giuridico e finanziario dei Grant Agreement

Le regole sono descritte nell’Allegato Generale G.

Si applica la seguente eccezione:

I costi ammissibili assumeranno la forma di contributi lump sum, come definito nella Decisione del 7 luglio 2021 che autorizza l’utilizzo dei contributi forfettari (lump sum) nell’ambito del programma Horizon Europe.

 

Scadenza:

23 settembre 2026 alle ore 17:00 (ora di Bruxelles)

 

Ulteriori informazioni:

5. Culture, Creativity and Inclusive Society

questo bando, in formato pdf, clicca qui.

Servizio offerto da Mario Furore, deputato al Parlamento europeo, eurodeputato The Left.
Disclaimer: Le opinioni espresse sono di responsabilità esclusiva dell’autore o degli autori e non riflettono necessariamente la posizione ufficiale del Parlamento europeo.