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Bandi Europei

Salvaguardia della diversità linguistica in Europa

Titolo:

Salvaguardia della diversità linguistica in Europa

Safeguarding linguistic diversity in Europe

 

TOPIC ID:

HORIZON-CL2-2026-01-HERITAGE-06

 

Ente finanziatore:

Commissione europea

Programma Horizon Europe

 

Obiettivi ed impatto attesi:

I progetti dovrebbero contribuire a tutti i seguenti risultati attesi:

  • una maggiore comprensione, accompagnata da buone pratiche documentate, di ciò che funziona per incoraggiare il multilinguismo nella società e delle tipologie di pratiche che hanno contribuito a salvaguardare il patrimonio linguistico, comprese le lingue meno utilizzate, minacciate e storicamente emarginate;
  • disponibilità, per i responsabili delle politiche pubbliche, di solide evidenze pertinenti ai fini delle politiche, strategie e raccomandazioni per promuovere il multilinguismo e salvaguardare la diversità linguistica, con il coinvolgimento degli utenti nel loro sviluppo, in particolare delle giovani generazioni. I benefici non linguistici del mantenimento e della rivitalizzazione delle lingue sono adeguatamente documentati, comunicati e compresi dai diversi portatori di interesse;
  • cittadini responsabilizzati e coinvolti nella gestione sostenibile del proprio patrimonio e delle proprie risorse linguistiche, con particolare attenzione al dialogo intergenerazionale e alle attività educative, soprattutto nelle comunità in cui la trasmissione orale rappresenta la principale modalità di conservazione della lingua;
  • disponibilità di mappe e rappresentazioni visive della diversità linguistica in Europa, comprendenti una varietà di lingue esistenti, quali lingue regionali e minoritarie, lingue indigene, lingue con risorse limitate e altre, e corredate da una terminologia e da spiegazioni adeguate.

Ambito di intervento

La diversità linguistica costituisce una parte fondamentale del patrimonio culturale europeo. Quando una lingua scompare, scompare un intero sistema di conoscenze e la diversità culturale si impoverisce. La diversità linguistica svolge un ruolo essenziale nella salvaguardia della diversità culturale. Le lingue esprimono l’identità, la cultura e il modo in cui i popoli percepiscono il proprio mondo. Quando le lingue vanno perdute, si perdono anche conoscenze e cultura.

L’Unione europea dispone di 24 lingue ufficiali e di circa 60 altre lingue parlate in determinate regioni o da specifici gruppi. Esse rappresentano una componente essenziale del ricco tessuto culturale europeo. Le proposte dovrebbero documentare e mappare la situazione della diversità linguistica in Europa, tenendo conto dei quadri di riferimento, delle iniziative e della terminologia operativa già definiti dal Consiglio d’Europa e dall’UNESCO.

Le proposte dovrebbero individuare esempi di buone pratiche che abbiano determinato un uso più ricco delle lingue nella società, promuovendo così il multilinguismo, e dovrebbero sostenere la condivisione delle conoscenze e delle buone pratiche.

Inoltre, negli ultimi decenni, le regioni multilingui sono state interessate da una convergenza di sfide demografiche, socioeconomiche e socioculturali. L’invecchiamento della popolazione, associato al calo delle nascite, ha messo sotto pressione tali comunità, determinando una diminuzione del numero di parlanti nativi in grado di trasmettere il proprio patrimonio linguistico alle generazioni più giovani.

La crisi abitativa che interessa molte di queste regioni, alimentata anche dal turismo, aggrava il problema, poiché le pressioni economiche costringono i residenti di lunga data ad abbandonare le proprie abitazioni ancestrali. La migrazione, pur arricchendo la diversità, spesso diluisce ulteriormente il tessuto linguistico, poiché i nuovi arrivati introducono tradizioni linguistiche differenti e le giovani generazioni tendono a orientarsi verso lingue dominanti a livello globale.

Anche il contesto socioculturale presenta importanti difficoltà, con la progressiva scomparsa dei parlanti monolingui delle lingue minoritarie e della vita comunitaria, nonché con ambienti mediatici che privilegiano sempre più un richiamo universale e le lingue dominanti rispetto all’autenticità locale. Tale situazione è particolarmente grave per le comunità itineranti o disperse, come le comunità Rom, il cui patrimonio linguistico viene spesso trascurato nelle narrazioni dominanti.

Le proposte dovrebbero analizzare in che modo tali elementi abbiano modificato la situazione linguistica di queste aree, come le diverse regioni si siano adattate al nuovo contesto linguistico e quali siano gli effetti sull’economia locale. Particolare attenzione dovrebbe essere riservata alle lingue che dispongono di un sostegno istituzionale limitato, al fine di esaminare come sia possibile migliorarne la visibilità e garantirne una rappresentazione accurata.

Un ulteriore elemento che sta modificando profondamente l’apprendimento linguistico e la salvaguardia del patrimonio è rappresentato dalle tecnologie digitali. I progetti dovrebbero affrontare il tema della presenza online delle diverse lingue ed esaminare come le tecnologie linguistiche possano contribuire a superare il crescente divario linguistico nell’ambiente digitale, documentando al contempo la disponibilità di dati linguistici.

Le proposte dovrebbero inoltre analizzare la presenza delle diverse lingue nelle varie forme di media, nelle arti e nelle più ampie forme di espressione culturale. I progetti potrebbero altresì esaminare in che modo le piattaforme digitali e gli strumenti di intelligenza artificiale possano contribuire alla conservazione delle lingue, in particolare delle lingue regionali minacciate.

I progetti dovrebbero analizzare i benefici non linguistici derivanti dal mantenimento, dalla rigenerazione e dall’apprendimento delle lingue. Potrebbero inoltre esaminare in che modo il multilinguismo e il mantenimento e l’apprendimento delle lingue del patrimonio culturale incidano sul benessere, sull’autostima e sulla salute delle persone, grazie al senso di conforto, alla riduzione dello stress e alla sicurezza derivanti dalla possibilità di parlare la propria lingua madre senza vedere messa in discussione la propria identità.

Le azioni dovrebbero proporre modalità per incoraggiare e sostenere l’educazione multilingue e la trasmissione intergenerazionale, compresi i contesti di apprendimento formale e non formale. Particolare attenzione dovrebbe essere riservata alle comunità nelle quali l’istruzione formale nella lingua del patrimonio è stata storicamente assente o scoraggiata.

Le proposte dovrebbero comprendere collaborazioni transdisciplinari, incluse le discipline delle scienze sociali e umanistiche, per affrontare tale questione, coinvolgendo, a titolo esemplificativo e non esaustivo, la linguistica, gli studi sul patrimonio e sui musei, gli studi sui media, sul teatro e sulla letteratura, nonché gli studi socioeconomici, socioculturali e sulle migrazioni.

Dovrebbero essere presi in considerazione i risultati disponibili delle ricerche esistenti sulla salvaguardia della diversità linguistica e sul multilinguismo, promuovendo al contempo l’individuazione delle esigenze di ulteriori ricerche nel settore.

La ricerca potrebbe analizzare, tra gli altri aspetti, il ruolo della trasmissione orale e la sua componente di genere nella salvaguardia delle lingue a rischio, nonché i metodi per garantirne la conservazione. Ciò è particolarmente rilevante per le lingue nelle quali la narrazione orale, la musica e il dialogo intergenerazionale svolgono un ruolo centrale nella trasmissione culturale.

I progetti dovrebbero riservare uno spazio specifico alla cartografia linguistica, intesa come rappresentazione significativa della diversità linguistica, ed esaminare le difficoltà connesse all’attribuzione di una lingua a uno spazio, gli attuali progetti di mappatura linguistica e le opportunità offerte dalle tecnologie odierne per migliorare tale mappatura.

I progetti potrebbero analizzare in che modo le mappe linguistiche possano essere utilizzate come strumenti educativi o di ricerca, fornendo rappresentazioni della diversità linguistica e culturale. La promozione della consapevolezza culturale e della comprensione della diversità culturale rende la mappatura linguistica un importante obiettivo di ricerca.

Le proposte dovrebbero elaborare raccomandazioni per promuovere il multilinguismo nelle nostre società e salvaguardare la diversità linguistica, responsabilizzando i cittadini affinché assumano un ruolo attivo nella tutela del proprio patrimonio linguistico.

Tali raccomandazioni dovrebbero inoltre mirare a contrastare l’emarginazione delle comunità linguistiche svantaggiate, compresi i gruppi itineranti e apolidi.

Le proposte dovrebbero basarsi sulle conoscenze, sulle attività, sulle reti e sulle piattaforme esistenti, in particolare su quelle finanziate dall’Unione europea. Potrebbero, ad esempio, comprendere iniziative precedenti quali lo studio Euromosaic del 1996.

Tale studio ha documentato la diversità linguistica dei 12 Paesi originari della Comunità europea e, successivamente, dei nuovi Stati membri che hanno aderito all’Unione. Anche il Mercator European Research Centre on Multilingualism ha realizzato numerosi dossier regionali finanziati dall’UE, che trarrebbero beneficio da un aggiornamento.

Potrebbero inoltre essere create sinergie con lo Spazio europeo dei dati per le lingue e con l’iniziativa ALT-EDIC.

Dovrebbero inoltre essere stabiliti collegamenti e ricercate sinergie con azioni strettamente correlate, quali le pertinenti attività di ricerca e innovazione finanziate nell’ambito di Horizon Europe o Horizon 2020.

In particolare, le proposte dovrebbero stabilire collegamenti con i progetti finanziati nell’ambito dei topic HORIZON-CL2-2022-HERITAGE-01-01, «Salvaguardia delle lingue minacciate in Europa», e HORIZON-CL2-2024-HERITAGE-01-05, «Strategie per rafforzare il capitale linguistico europeo in un mondo globalizzato», e, ove opportuno, basarsi sui relativi risultati.

Le proposte dovrebbero coinvolgere le comunità locali, i cittadini e le organizzazioni della società civile nello sviluppo delle proprie attività, utilizzando approcci partecipativi.

 

Criteri di eleggibilità:

Qualsiasi soggetto giuridico, indipendentemente dal suo luogo di stabilimento, compresi i soggetti giuridici di Paesi terzi non associati o di organizzazioni internazionali (comprese le organizzazioni internazionali di ricerca europee) può partecipare (indipendentemente dal fatto che sia idoneo o meno al finanziamento), a condizione che siano state soddisfatte le condizioni stabilite dal regolamento Horizon Europe e qualsiasi altra condizione stabilita nel tema specifico del bando. Per “soggetto giuridico” si intende qualsiasi persona fisica o giuridica costituita e riconosciuta come tale ai sensi del diritto nazionale, del diritto dell’UE o del diritto internazionale, dotata di personalità giuridica e che può, agendo in nome proprio, esercitare diritti ed essere soggetta a obblighi, oppure un soggetto privo di personalità giuridica.

I beneficiari e gli enti affiliati devono registrarsi nel Registro dei Partecipanti prima di presentare la domanda, per ottenere un codice di identificazione del partecipante (PIC) ed essere convalidati dal Servizio Centrale di Convalida prima di firmare la convenzione di sovvenzione. Per la convalida, durante la fase di preparazione della sovvenzione, verrà chiesto loro di caricare i documenti necessari che dimostrino il loro status giuridico e la loro origine. Un PIC convalidato non è un prerequisito per presentare una domanda.

 

Contributo finanziario:

Contributo UE atteso per progetto

La Commissione stima che un contributo dell’Unione europea compreso tra 5,00 e 5,75 milioni di EUR per progetto consentirebbe di conseguire adeguatamente i risultati attesi.

Ciò non preclude tuttavia la presentazione e l’eventuale selezione di proposte che richiedano importi differenti.

Budget indicativo

Il budget indicativo complessivo della tematica è pari a 11,50 milioni di EUR.

Tipologia di azione

Azioni di Ricerca e Innovazione (Research and Innovation Actions – RIA).

 

Scadenza:

23 Settembre 2026 17:00:00 Brussels time

 

Ulteriori informazioni:

5. Culture, Creativity and Inclusive Society

 

 

Per scaricare questo bando, in formato pdf, clicca qui.

 

 

Servizio offerto da Mario Furore, deputato al Parlamento europeo, eurodeputato The Left.
Disclaimer: Le opinioni espresse sono di responsabilità esclusiva dell’autore o degli autori e non riflettono necessariamente la posizione ufficiale del Parlamento europeo.