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Bandi Europei

Rafforzare i sistemi integrati di protezione dell’infanzia, anche attraverso la collaborazione intersettoriale, e garantire risposte coordinate e centrate sull’infanzia alla violenza contro i minori, contribuendo all’attuazione della Raccomandazione della Commissione sui sistemi integrati di protezione dell’infanzia

Titolo:

Rafforzare i sistemi integrati di protezione dell’infanzia, anche attraverso la collaborazione intersettoriale, e garantire risposte coordinate e centrate sull’infanzia alla violenza contro i minori, contribuendo all’attuazione della Raccomandazione della Commissione sui sistemi integrati di protezione dell’infanzia

Strengthening integrated child protection systems, including through cross-sectoral collaboration, and ensuring child-centred, coordinated responses to violence against children, contributing to the implementation of the Commission Recommendation on integrated child protection systems

 

TOPIC ID:

CERV-2026-DAPHNE-CHILDREN

 

Ente finanziatore:

Commissione europea

Programma CERV

Citizens, Equality, Rights and Values Programme

 

Obiettivi ed impatto attesi:

Priorità 5 – Rafforzamento dei sistemi integrati di protezione dei minori

L’obiettivo generale di questa priorità è contribuire a realizzare cambiamenti sistemici nella prevenzione della violenza contro i minori, nella loro protezione e nell’erogazione di servizi di supporto, attraverso lo sviluppo di sistemi integrati di protezione dell’infanzia, in coerenza con la Raccomandazione della Commissione europea sui sistemi integrati di protezione dei minori.

I progetti dovranno promuovere un cambiamento strutturale rafforzando la cooperazione multidisciplinare tra autorità pubbliche, professionisti e organizzazioni della società civile, al fine di prevenire, individuare e affrontare i casi di violenza nei confronti dei minori mediante un approccio coordinato, centrato sul minore e fondato sul rispetto dei suoi diritti.

La cooperazione dovrà svilupparsi sia all’interno delle singole amministrazioni, sia tra autorità appartenenti a diversi livelli istituzionali (transfrontaliero, nazionale, regionale e locale), coinvolgendo in particolare i seguenti settori:

  • istruzione;
  • servizi di protezione dell’infanzia;
  • autorità giudiziarie;
  • servizi sociali e di sostegno psicosociale;
  • servizi sanitari, compresa la salute mentale;
  • operatori dell’assistenza e dell’educazione;
  • settori del digitale, dello sport, del tempo libero, dei media e della cultura.

I progetti dovranno inoltre coinvolgere attivamente le famiglie e gli stessi bambini e ragazzi, affinché gli interventi siano effettivamente rispondenti ai loro bisogni.

Per questa priorità il coinvolgimento dei soggetti sopra indicati, e in particolare delle autorità pubbliche a livello locale, costituisce un elemento essenziale. La partecipazione di almeno un’autorità pubblica è obbligatoria.

Il bando promuove una stretta collaborazione tra autorità pubbliche (locali, regionali e nazionali) e gli altri soggetti rilevanti, tra cui:

  • autorità competenti in materia di protezione dei minori, giustizia e forze dell’ordine;
  • servizi educativi, sanitari (compresa la salute mentale) e sociali;
  • soggetti che forniscono supporto psicosociale, nonché organizzazioni operanti nei settori digitale, sportivo, ricreativo e culturale;
  • famiglie, bambini e organizzazioni guidate da giovani.

I progetti dovranno garantire una partecipazione significativa dei minori nella progettazione, nell’attuazione e nel monitoraggio delle attività, nel pieno rispetto delle misure di tutela e salvaguardia previste per la protezione dei bambini.

 

Ambiti di intervento

I progetti possono prevedere lo sviluppo integrato di strumenti e misure riconducibili ai seguenti ambiti.

1. Rafforzamento dei meccanismi di prevenzione

Sono ammissibili interventi finalizzati a:

  • prevenire ogni forma di violenza contro i minori attraverso attività di sensibilizzazione, educazione ai diritti dell’infanzia, formazione, sistemi di certificazione e procedure di accreditamento rivolte ai professionisti e a tutte le persone che operano a contatto con i minori, con particolare attenzione ai bambini che si trovano in situazioni di vulnerabilità o maggiormente esposti al rischio di violenza;
  • sviluppare campagne di sensibilizzazione sui diritti dei minori, sulla sicurezza digitale e sulla violenza di genere, specificamente adattate ai bisogni dei minori vulnerabili, quali bambini con disabilità, con background migratorio, accolti in strutture di tutela alternative o esposti al rischio di sfruttamento;
  • progettare programmi di formazione, sistemi di certificazione e standard di accreditamento rivolti a insegnanti, assistenti sociali, operatori di polizia e personale sanitario, affinché siano in grado di riconoscere tempestivamente i segnali di violenza e di intervenire in modo appropriato;
  • sviluppare strumenti di prevenzione quali programmi scolastici contro il bullismo, iniziative di sostegno ai genitori e ai tutori e interventi di prevenzione basati sulla comunità.

 

2. Miglioramento dell’individuazione precoce e della segnalazione

I progetti possono prevedere azioni volte a:

  • favorire l’identificazione tempestiva dei segnali di abuso e la segnalazione dei casi di violenza, rafforzando i meccanismi di invio (referral) tra le autorità competenti, comprese forze dell’ordine, autorità giudiziarie, servizi di supporto, servizi sanitari e servizi sociali, nonché sviluppando procedure di valutazione multidisciplinare;
  • sviluppare sistemi di segnalazione a misura di bambino (child-friendly reporting mechanisms), quali piattaforme digitali, linee telefoniche dedicate o sistemi di segnalazione in ambito scolastico, corredati da procedure chiare di presa in carico tra le diverse autorità competenti;
  • rafforzare protocolli multidisciplinari di valutazione dei casi, al fine di garantire interventi tempestivi, coordinati ed efficaci, anche attraverso revisioni congiunte dei casi che coinvolgano assistenti sociali, psicologi e forze dell’ordine.

 

3. Rafforzamento del sostegno multidisciplinare alle vittime minorenni

Sono finanziabili interventi diretti a:

  • sviluppare modelli integrati di presa in carico che assicurino assistenza sanitaria, sostegno psicosociale, supporto legale, servizi di cura ed educazione attraverso una stretta collaborazione tra autorità e soggetti competenti a tutti i livelli;
  • istituire centri integrati di supporto, fisici o digitali, organizzati secondo il modello dello sportello unico (one-stop-shop), capaci di offrire assistenza medica, psicologica, giuridica ed educativa;
  • migliorare la cooperazione intersettoriale nella gestione dei casi riguardanti minori vittime di violenza;
  • sviluppare modelli di assistenza informati al trauma (trauma-informed care) destinati ai minori accolti in strutture residenziali, in contesti di detenzione o coinvolti in percorsi migratori.

 

4. Rafforzamento dei sistemi di responsabilità, monitoraggio e valutazione

I progetti possono includere:

  • la definizione di meccanismi di accountability basati su indicatori, sistemi di autovalutazione, raccolta dati e strumenti di monitoraggio delle prestazioni dei sistemi di protezione dell’infanzia;
  • la progettazione di indicatori di performance, strumenti di autovalutazione e sistemi di raccolta dati destinati a misurare l’efficacia dei sistemi di protezione dei minori, ad esempio attraverso l’analisi dei tempi di risposta o della ricorrenza dei casi di violenza;
  • il sostegno alla predisposizione di piani nazionali o regionali per la protezione dei minori, comprese strategie integrate di contrasto al bullismo e al cyberbullismo.

 

5. Sostegno ai piani nazionali sui sistemi integrati di protezione dell’infanzia

Sono altresì ammissibili interventi finalizzati a sviluppare piani nazionali destinati a proteggere i minori da ogni forma di violenza, promuovendo la cooperazione tra amministrazioni pubbliche, servizi sanitari (compresi quelli per la salute mentale), enti territoriali e altri soggetti competenti, al fine di prevenire la violenza e garantire un sostegno tempestivo ed efficace ai minori.

Tali interventi possono comprendere anche la predisposizione di piani nazionali di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo.

 

Forme di violenza oggetto della priorità

Nel quadro generale dei sistemi integrati di protezione dell’infanzia, questa priorità intende prevenire e contrastare tutte le forme di violenza contro i minori, con particolare attenzione a:

  • molestie e violenza, compresa la violenza sessuale, che si verificano nei contesti educativi formali e informali, nelle attività sportive, culturali, ricreative, nella comunità o nell’ambiente familiare, soprattutto quando coinvolgono minori in condizioni di particolare vulnerabilità;
  • bullismo e cyberbullismo, sia online sia offline, in particolare in ambito scolastico o durante attività ricreative, con specifica attenzione ai minori maggiormente vulnerabili, quali bambini accolti in comunità o in affido, minori con disabilità (anche psichiche), bambini Rom, minori con background migratorio o vittime di discriminazioni legate alla religione, alle convinzioni personali, al genere o all’orientamento sessuale.

I bambini e i ragazzi dovranno poter partecipare in modo sicuro, significativo e inclusivo alle diverse fasi di progettazione, attuazione e monitoraggio del progetto.

Particolare attenzione dovrà essere riservata alle misure di tutela dell’infanzia (child safeguarding), considerata la particolare sensibilità delle tematiche affrontate, sia nell’ambito delle attività di sensibilizzazione sia in ogni situazione di contatto con minori vittime, testimoni o autori di violenza.

 

Criteri di eleggibilità:

artecipanti ammissibili (Paesi ammissibili)

Per essere ammissibili, i richiedenti (beneficiari ed entità affiliate) devono:

  • essere persone giuridiche (enti pubblici o privati);
  • essere stabiliti in uno dei Paesi ammissibili, ossia:
    • Stati membri dell’Unione europea, compresi i Paesi e Territori d’Oltremare (PTOM/OCTs);
    • Paesi non appartenenti all’UE, in particolare:
      • Paesi associati al Programma CERV; oppure
      • Paesi nei quali sono in corso negoziati per un accordo di associazione al Programma, purché tale accordo entri in vigore prima della firma della convenzione di sovvenzione (Grant Agreement) (cfr. elenco dei Paesi partecipanti).

Si raccomanda di consultare regolarmente l’elenco dei Paesi partecipanti per verificare gli aggiornamenti sullo stato delle procedure di associazione.

  • Le attività progettuali devono essere realizzate in uno qualsiasi dei Paesi ammissibili.

I beneficiari e le entità affiliate devono registrarsi nel Participant Register prima della presentazione della proposta progettuale e dovranno essere sottoposti alla procedura di validazione da parte del Central Validation Service (REA Validation).

Ai fini della validazione sarà richiesto il caricamento della documentazione attestante la personalità giuridica dell’organizzazione e il relativo Paese di stabilimento.

Altri soggetti possono partecipare al progetto con ruoli diversi all’interno del partenariato, quali, ad esempio, partner associati, subappaltatori, terzi che forniscono contributi in natura o altre tipologie di soggetti previste dal bando (cfr. Sezione 13).

 

I progetti possono essere nazionali oppure transnazionali.

È fortemente incoraggiata la partecipazione, all’interno del partenariato, di organizzazioni specializzate nella protezione dei minori. La presenza di tali soggetti sarà valutata positivamente nell’ambito del criterio di aggiudicazione relativo alla qualità della proposta progettuale.

 

Contributo finanziario:

Budget di progetto

La dotazione finanziaria indicativa destinata a questa priorità è pari a 3.000.000 di euro.

Il budget di progetto (importo del contributo richiesto) deve essere non inferiore a 200.000 euro e non superiore a 600.000 euro per ciascun progetto.

Il contributo concesso dalla Commissione europea può essere inferiore all’importo richiesto nella proposta progettuale.

Forma del contributo, tasso di cofinanziamento e importo massimo della sovvenzione

I parametri della sovvenzione (importo massimo concedibile, tasso di finanziamento, totale dei costi ammissibili e altri elementi pertinenti) saranno definiti nella Convenzione di Sovvenzione (Grant Agreement), in particolare nella Data Sheet (punto 3) e all’articolo 5.

L’importo del contributo richiesto per ciascun progetto deve rispettare i limiti di budget indicati nella Sezione 6 del bando.

La sovvenzione sarà concessa sotto forma di finanziamento a somma forfettaria (lump sum grant). Ciò significa che il contributo sarà erogato come importo fisso, non collegato ai costi effettivamente sostenuti durante l’attuazione del progetto.

L’importo della sovvenzione sarà determinato dall’Autorità concedente sulla base del budget di progetto stimato e applicando un tasso di cofinanziamento pari al 90% dei costi ammissibili stimati.

 

 

Scadenza:

03 Novembre 2026 17:00:00 Brussels time

 

Ulteriori informazioni:

call-fiche_cerv-2026-daphne_en.pdf

 

 

Per scaricare questo bando, in formato pdf, clicca qui.

 

 

Servizio offerto da Mario Furore, deputato al Parlamento europeo, eurodeputato The Left.
Disclaimer: Le opinioni espresse sono di responsabilità esclusiva dell’autore o degli autori e non riflettono necessariamente la posizione ufficiale del Parlamento europeo.