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Promuovere la memoria dell’eredità del colonialismo, della schiavitù e delle migrazioni, e del loro impatto sulle società europee multiculturali contemporanee.
Titolo:
Promuovere la memoria dell’eredità del colonialismo, della schiavitù e delle migrazioni, e del loro impatto sulle società europee multiculturali contemporanee.
Fostering remembrance of the legacy of colonialism, slavery, and migration, and their impact on contemporary multicultural European societies.
TOPIC ID:
CERV-2026-CITIZENS-REM-HISTMIGRATION
Ente finanziatore:
Commissione europea
Programma
Citizens, Equality, Rights and Values programme (CERV)
Obiettivi ed impatto attesi:
Le migrazioni, la decolonizzazione, la schiavitù e l’imperialismo hanno segnato la storia mondiale e costituiscono parte integrante della storia europea, con profonde conseguenze sulla società contemporanea. La memoria di questi fenomeni svolge un ruolo fondamentale nel contrasto al razzismo strutturale, nell’emancipazione delle persone colpite dal razzismo e nella sensibilizzazione sui fenomeni di esclusione e sugli stereotipi.
Sebbene per molti la decolonizzazione sia considerata un capitolo della storia, lo smantellamento degli imperi coloniali, in particolare nel XX secolo, e la formazione delle società europee postcoloniali continuano ad avere gravi conseguenze sulla vita delle persone che subiscono razzismo e discriminazione razziale. A seguito del processo di decolonizzazione nelle relazioni internazionali, avviato all’inizio del XX secolo, la Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulla lotta contro il razzismo, la discriminazione razziale e la xenofobia ha riconosciuto che le disuguaglianze strutturali contemporanee derivano dalle conseguenze del colonialismo e della schiavitù.
Partendo da questa constatazione, attraverso il Piano d’azione dell’UE contro il razzismo 2020-2025 e la Strategia dell’UE contro il razzismo 2026-2030, la Commissione europea si è impegnata a promuovere la consapevolezza della necessità di affrontare le radici storiche del razzismo, individuando nel contrasto al razzismo strutturale una priorità fondamentale.
Ciò comporta un’analisi del passato, del presente e del futuro del tessuto culturale europeo. I pregiudizi e gli stereotipi possono essere affrontati attraverso il riconoscimento delle radici storiche del razzismo, anche mediante una prospettiva intersezionale.
Anche le migrazioni hanno una storia lunga e articolata in Europa. I movimenti di popolazione nel continente europeo, dalle migrazioni economiche e politiche alle espulsioni e deportazioni successive alla Seconda guerra mondiale, dalle fughe dalla violenza e dalle persecuzioni alle migrazioni successive alla creazione dell’Unione europea, hanno segnato la storia europea del XX secolo.
Le migrazioni forzate, gli sfollamenti interni e le espulsioni costituiscono esperienze condivise da numerosi europei durante i periodi di guerra. Tra queste rientrano gli sfollamenti forzati e le persecuzioni delle popolazioni rom durante e dopo la Seconda guerra mondiale, nonché le relative conseguenze a lungo termine. Può inoltre essere presa in considerazione la storia specifica delle migrazioni femminili.
I progetti nell’ambito di questa priorità dovrebbero contribuire a una migliore comprensione di come queste eredità storiche, radicate nel colonialismo, nella schiavitù e nell’imperialismo, influenzino le disuguaglianze contemporanee, la discriminazione, l’esclusione e gli ostacoli alle pari opportunità nelle società europee.
I progetti sono incoraggiati a esaminare i collegamenti tra tali eredità storiche e le manifestazioni contemporanee del razzismo strutturale, compresi il razzismo contro le persone nere, l’antiziganismo, l’antisemitismo, l’odio antimusulmano e il razzismo contro le persone di origine asiatica.
I progetti nell’ambito di questa tematica potrebbero concentrarsi sui seguenti aspetti:
– Riconoscere l’eredità del colonialismo e il suo impatto persistente sulle società europee multiculturali contemporanee, con l’obiettivo di contribuire al conseguimento degli obiettivi della Strategia dell’UE contro il razzismo 2026-2030, affrontando anche tematiche quali la discriminazione strutturale e il razzismo.
– Promuovere l’educazione antirazzista, la conoscenza storica e iniziative di sensibilizzazione rivolte ai giovani, agli educatori e alla società nel suo complesso, anche attraverso approcci innovativi e partecipativi che favoriscano il rispetto reciproco, l’inclusione e i valori democratici.
– Sostenere la raccolta, la conservazione e la diffusione di testimonianze, archivi e conoscenze sviluppate all’interno delle comunità, che contribuiscano a rafforzare la base documentale e conoscitiva relativa alle radici storiche e alle manifestazioni contemporanee del razzismo e della discriminazione in Europa.
– Promuovere una maggiore conoscenza della storia e della cultura rom, al fine di contribuire al rafforzamento delle società europee multiculturali, in linea con il Quadro strategico dell’UE per l’uguaglianza, l’inclusione e la partecipazione dei Rom.
– Esaminare le esperienze comuni europee di migrazione connesse a eventi storici quali guerre, periodi di transizione, colonizzazione e decolonizzazione, conseguenze economiche o persecuzioni.
– Adottare un approccio intersezionale che comprenda diversi gruppi minoritari, tra cui le persone di origine africana, gli ebrei, i rom, i cittadini dei territori d’oltremare e altri gruppi minoritari caratterizzati da una lunga storia migratoria, al fine di promuovere una comprensione più articolata delle società europee multiculturali.
Criteri di eleggibilità:
- Partecipanti ammissibili (Paesi ammissibili)
Per essere ammissibili, i soggetti richiedenti (beneficiari ed entità affiliate) devono:
- Per i richiedenti capofila (ossia il «Coordinatore»): essere persone giuridiche senza scopo di lucro (organismi pubblici o privati) oppure organizzazioni internazionali;
- Per i co-richiedenti: essere persone giuridiche senza scopo di lucro o a scopo di lucro (organismi pubblici o privati). Le organizzazioni a scopo di lucro possono presentare domanda esclusivamente in partenariato con enti pubblici, organizzazioni private senza scopo di lucro oppure organizzazioni internazionali;
- Essere stabiliti in uno dei Paesi ammissibili, ossia:
- Stati membri dell’UE (compresi i Paesi e territori d’oltremare – PTOM);
- Paesi terzi:
- Paesi associati al Programma CERV oppure Paesi per i quali sono in corso negoziati per un accordo di associazione, a condizione che tale accordo entri in vigore prima della firma della convenzione di sovvenzione (elenco dei Paesi partecipanti).
Ulteriori condizioni di ammissibilità
- Le attività devono svolgersi in uno dei Paesi ammissibili.
- L’importo minimo della sovvenzione richiesta non può essere inferiore a 50.000 EUR.
- I progetti possono avere carattere nazionale o transnazionale.
- La candidatura deve coinvolgere almeno due soggetti richiedenti (un richiedente capofila e almeno un co-richiedente, che non sia un’entità affiliata o un partner associato).
I beneficiari e le entità affiliate devono registrarsi nel Registro dei partecipanti (Participant Register) prima della presentazione della proposta e dovranno essere sottoposti alla procedura di convalida da parte del Servizio centrale di convalida (REA Validation). Ai fini della convalida, sarà richiesto loro di caricare documenti attestanti lo status giuridico e il Paese di origine.
Altri soggetti possono partecipare al consorzio assumendo ruoli differenti, quali partner associati, subappaltatori, soggetti terzi che forniscono contributi in natura, ecc.
Composizione del consorzio
Le proposte devono essere presentate da un consorzio composto da almeno 2 soggetti richiedenti (un richiedente capofila, «Coordinatore», e almeno un co-richiedente, che non sia un’entità affiliata o un partner associato).
Ulteriori condizioni applicabili a tutte le priorità/tematiche
Il richiedente capofila (ossia il «Coordinatore») non può presentare più di una candidatura nell’ambito del presente invito a presentare proposte, considerando complessivamente tutte le priorità/tematiche.
In caso di presentazione di più proposte da parte dello stesso richiedente capofila, tutte le proposte saranno respinte e non saranno sottoposte a ulteriore valutazione.
Contributo finanziario:
Budget del progetto
- Importo minimo della sovvenzione: 50.000 EUR (l’importo minimo della sovvenzione richiesta non può essere inferiore a 50.000 EUR).
- Importo massimo della sovvenzione: 500.000 EUR (l’importo massimo della sovvenzione concessa non può essere superiore a 500.000 EUR).
La sovvenzione concessa può essere di importo inferiore rispetto a quello richiesto.
Forma della sovvenzione, tasso di finanziamento e importo massimo della sovvenzione
I parametri della sovvenzione (importo massimo della sovvenzione, tasso di finanziamento, costi totali ammissibili, ecc.) saranno stabiliti nella Convenzione di sovvenzione (Grant Agreement) (Scheda informativa, punto 3, e articolo 5).
Budget del progetto (importo della sovvenzione richiesta): si veda la precedente sezione 6.
La sovvenzione sarà concessa in forma forfettaria (lump sum). Ciò significa che sarà rimborsato un importo fisso, sulla base di una somma forfettaria o di un finanziamento non collegato ai costi.
L’importo sarà stabilito dall’autorità concedente sulla base degli importi variabili da essa predeterminati e delle stime indicate dai beneficiari nel budget del progetto.
Il budget del progetto dovrà essere definito mediante la compilazione del budget forfettario (lump sum budget) nella Parte A della domanda di candidatura (Application Part A), nelle sezioni «Pacchetti di lavoro» (Work packages) e «Scheda di calcolo del beneficiario» (Beneficiary Calculation Sheet), da compilare direttamente online.
Scadenza:
24 febbraio 2027 17:00:00 ora di Bruxelles
Ulteriori informazioni:
call-fiche_cerv-2026-citizens-rem
Per scaricare questo bando, in formato pdf, clicca qui.
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