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Bandi Europei

Priorità 1: Rafforzare la memoria delle vittime rom

Titolo:

Priorità 1: Rafforzare la memoria delle vittime rom

Priority 1: Strengthening the remembrance of Roma victims

 

TOPIC ID:

CERV-2026-CITIZENS-REM-GENCRIME-1

 

Ente finanziatore:

Commissione europea 

Programma 

Citizens, Equality, Rights and Values programme (CERV)

 

Obiettivi ed impatto attesi:

 Il genocidio dei Rom e dei Sinti perpetrato sotto il regime nazista, noto come Porajmos o Samudaripen, costituisce un’eredità storica fondamentale, ma ancora insufficientemente riconosciuta, per l’Unione europea. Si stima che siano stati assassinati 500.000 Rom, tra cui Sinti e gruppi itineranti (Travellers), mentre innumerevoli altri furono perseguitati, deportati, sottoposti a sterilizzazione forzata e a trattamenti disumani.

Il regime nazista attuò politiche razziali finalizzate alla distruzione sistematica delle comunità rom in tutta Europa, culminate in uccisioni di massa, come la liquidazione del campo rom di Auschwitz-Birkenau il 2 agosto 1944, data oggi commemorata come Giornata europea della memoria dell’Olocausto dei Rom.

L’Olocausto dei Rom deve essere compreso nel contesto di una più lunga storia di antiziganismo in Europa. I Rom furono ridotti in schiavitù per quasi cinque secoli nei territori dell’attuale Romania, privati della personalità giuridica e dei diritti fondamentali. Nel XX secolo, le persecuzioni proseguirono sotto i regimi fascisti e comunisti e, in diversi Paesi, attraverso politiche di sedentarizzazione forzata, assimilazione e pratiche coercitive, comprese le sterilizzazioni forzate. Queste ingiustizie storiche hanno prodotto conseguenze socioeconomiche durature.

Nonostante ciò, la persecuzione dei Rom continua a essere scarsamente rappresentata nei programmi scolastici, nei musei e nei luoghi pubblici della memoria. I centri di ricerca dedicati, i monumenti permanenti e i materiali didattici sulla storia dei Rom e sull’Olocausto dei Rom sono ancora limitati. Questa invisibilità strutturale contribuisce al persistere dell’antiziganismo, della distorsione e della negazione dei fatti storici.

Con la progressiva diminuzione del numero dei sopravvissuti, diventa sempre più urgente preservare le testimonianze, i luoghi della memoria e i materiali d’archivio. Le iniziative commemorative, quali il 2 agosto – Giornata europea della memoria dell’Olocausto dei Rom e il 16 maggio – Giornata della resistenza dei Rom, necessitano di un maggiore sostegno istituzionale e di una più ampia integrazione nella cultura europea della memoria.

Anche gli attuali sviluppi politici dimostrano la vulnerabilità della memoria dell’Olocausto dei Rom. La distorsione, la banalizzazione e la negazione della storia, spesso intrecciate con più ampie narrazioni antizigane, compromettono i valori democratici. La competizione tra memorie e il riconoscimento selettivo della condizione di vittima rischiano di rafforzare i fenomeni di esclusione. I cittadini devono essere messi nelle condizioni di contrastare la distorsione, la negazione e la minimizzazione del genocidio dei Rom.

In linea con il Quadro strategico dell’UE per l’uguaglianza, l’inclusione e la partecipazione dei Rom 2020-2030, sarà attribuita particolare priorità ai progetti che rafforzano la memoria dell’Olocausto dei Rom, affrontando al contempo le radici più profonde dell’antiziganismo.

I progetti nell’ambito di questa priorità potrebbero concentrarsi sui seguenti aspetti:

– Documentare le modalità di attuazione del genocidio dei Rom e il relativo contesto storico, compresi la schiavitù, le persecuzioni del dopoguerra e quelle perpetrate dai regimi totalitari.

– Contrastare la negazione, la distorsione, la banalizzazione e la marginalizzazione della condizione dei Rom come vittime.

– Sviluppare reti di giovani ambasciatori rom e non rom per promuovere la memoria e contrastare l’antiziganismo.

– Sostenere iniziative commemorative promosse dal basso, comprese le attività organizzate in occasione del 2 agosto – Giornata europea della memoria dell’Olocausto dei Rom, del 16 maggio – Giornata della resistenza dei Rom, ecc.

– Sviluppare e diffondere materiali didattici che integrino la storia dei Rom e l’Olocausto dei Rom nei programmi scolastici nazionali.

– Digitalizzare testimonianze, documenti d’archivio e ricerche storiche per preservare la memoria a beneficio delle generazioni future.

– Promuovere la ricerca sulle restituzioni a favore dei Rom, sugli sfollamenti forzati e sulle conseguenze a lungo termine delle ingiustizie storiche.

– Raccogliere, documentare e diffondere le storie della resistenza dei Rom, degli eroi, dei soccorritori, degli intellettuali, degli artisti e dei leader delle comunità rom, evidenziando il ruolo attivo, la resilienza e il contributo dei Rom alla storia europea.

– Applicare approcci di giustizia di transizione, comprendenti l’accertamento della verità, il riconoscimento dei danni subiti, la ricerca in materia di restituzioni e le garanzie di non ripetizione attraverso l’educazione e la commemorazione.

– Sviluppare modalità inclusive e partecipative per preservare la memoria di questi crimini, promuoverne la conoscenza e l’insegnamento, al fine di prevenire il riemergere dell’odio, compreso l’antiziganismo. Ciò può comprendere progetti artistici dedicati alla memoria, iniziative di attivismo della memoria e altri approcci volti a favorire un ambiente di apprendimento inclusivo e stimolante.

 

Criteri di eleggibilità:

  • Partecipanti ammissibili (Paesi ammissibili)

    Per essere ammissibili, i soggetti richiedenti (beneficiari ed entità affiliate) devono:

    • Per i richiedenti capofila (ossia il «Coordinatore»): essere persone giuridiche senza scopo di lucro (organismi pubblici o privati) oppure organizzazioni internazionali;
    • Per i co-richiedenti: essere persone giuridiche senza scopo di lucro o a scopo di lucro (organismi pubblici o privati). Le organizzazioni a scopo di lucro possono presentare domanda esclusivamente in partenariato con enti pubblici, organizzazioni private senza scopo di lucro oppure organizzazioni internazionali;
    • Essere stabiliti in uno dei Paesi ammissibili, ossia:
      • Stati membri dell’UE (compresi i Paesi e territori d’oltremare – PTOM);
      • Paesi terzi:
        • Paesi associati al Programma CERV oppure Paesi per i quali sono in corso negoziati per un accordo di associazione, a condizione che tale accordo entri in vigore prima della firma della convenzione di sovvenzione (elenco dei Paesi partecipanti).

    Ulteriori condizioni di ammissibilità

    • Le attività devono svolgersi in uno dei Paesi ammissibili.
    • L’importo minimo della sovvenzione richiesta non può essere inferiore a 50.000 EUR.
    • I progetti possono avere carattere nazionale o transnazionale.
    • La candidatura deve coinvolgere almeno due soggetti richiedenti (un richiedente capofila e almeno un co-richiedente, che non sia un’entità affiliata o un partner associato).

    I beneficiari e le entità affiliate devono registrarsi nel Registro dei partecipanti (Participant Register) prima della presentazione della proposta e dovranno essere sottoposti alla procedura di convalida da parte del Servizio centrale di convalida (REA Validation). Ai fini della convalida, sarà richiesto loro di caricare documenti attestanti lo status giuridico e il Paese di origine.

    Altri soggetti possono partecipare al consorzio assumendo ruoli differenti, quali partner associati, subappaltatori, soggetti terzi che forniscono contributi in natura, ecc.

    Composizione del consorzio

    Le proposte devono essere presentate da un consorzio composto da almeno 2 soggetti richiedenti (un richiedente capofila, «Coordinatore», e almeno un co-richiedente, che non sia un’entità affiliata o un partner associato).

    Ulteriori condizioni applicabili a tutte le priorità/tematiche

    Il richiedente capofila (ossia il «Coordinatore») non può presentare più di una candidatura nell’ambito del presente invito a presentare proposte, considerando complessivamente tutte le priorità/tematiche.

    In caso di presentazione di più proposte da parte dello stesso richiedente capofila, tutte le proposte saranno respinte e non saranno sottoposte a ulteriore valutazione.

 

Contributo finanziario:

La dotazione finanziaria indicativa disponibile per il presente invito a presentare proposte è pari a 2.500.000 EUR.

 

Budget del progetto

  • Importo minimo della sovvenzione: 50.000 EUR (l’importo minimo della sovvenzione richiesta non può essere inferiore a 50.000 EUR).
  • Importo massimo della sovvenzione: 500.000 EUR (l’importo massimo della sovvenzione concessa non può essere superiore a 500.000 EUR).

La sovvenzione concessa può essere di importo inferiore rispetto a quello richiesto.

Forma della sovvenzione, tasso di finanziamento e importo massimo della sovvenzione

I parametri della sovvenzione (importo massimo della sovvenzione, tasso di finanziamento, costi totali ammissibili, ecc.) saranno stabiliti nella Convenzione di sovvenzione (Grant Agreement) (Scheda informativa, punto 3, e articolo 5).

Budget del progetto (importo della sovvenzione richiesta): si veda la precedente sezione 6.

La sovvenzione sarà concessa in forma forfettaria (lump sum). Ciò significa che sarà rimborsato un importo fisso, sulla base di una somma forfettaria o di un finanziamento non collegato ai costi.

L’importo sarà stabilito dall’autorità concedente sulla base degli importi variabili da essa predeterminati e delle stime indicate dai beneficiari nel budget del progetto.

Il budget del progetto dovrà essere definito mediante la compilazione del budget forfettario (lump sum budget) nella Parte A della domanda di candidatura (Application Part A), nelle sezioni «Pacchetti di lavoro» (Work packages) e «Scheda di calcolo del beneficiario» (Beneficiary Calculation Sheet), da compilare direttamente online.

 

 

Scadenza:

24 febbraio 2027 17:00:00 ora di Bruxelles

 

Ulteriori informazioni:

call-fiche_cerv-2026-citizens-rem

 

 

Per scaricare questo bando, in formato pdf, clicca qui.

 

 

Servizio offerto da Mario Furore, deputato al Parlamento europeo, eurodeputato The Left.
Disclaimer: Le opinioni espresse sono di responsabilità esclusiva dell’autore o degli autori e non riflettono necessariamente la posizione ufficiale del Parlamento europeo.