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Sostegno alla democrazia post-conflitto e alla ricostruzione

Titolo:

Sostegno alla democrazia post-conflitto e alla ricostruzione

Supporting post-conflict democracy and reconstruction

 

TOPIC ID:

HORIZON-CL2-2026-01-DEMOCRACY-07

 

Ente finanziatore:

Commissione europea

Programma Horizon Europe

 

Obiettivi ed impatto attesi:

Risultati attesi (Expected Outcome)

I progetti devono contribuire a tutti i seguenti risultati:

I decisori politici a livello UE, nazionale e locale sviluppano e attuano strategie efficaci per la pace sostenibile e la ricostruzione democratica nelle aree post-conflitto, promuovendo stabilità, inclusione, equità, sicurezza, diritti umani e rafforzando integrità e misure anticorruzione per

  • garantire un uso trasparente, responsabile ed etico degli aiuti alla ricostruzione.
  • I decisori politici europei e nazionali supportano le proprie decisioni con raccomandazioni basate su evidenze riguardanti la cooperazione internazionale, il sostegno dell’UE alla democrazia e il coinvolgimento della società civile nella ricostruzione post-conflitto, rendendo tali processi più efficaci, inclusivi e sostenibili.
  • Le organizzazioni locali della società civile e i gruppi comunitari, con particolare attenzione alle persone e ai gruppi vulnerabili nei Paesi post-conflitto, forniscono orientamento e supporto a educatori, professionisti dei media, amministrazioni pubbliche e altri stakeholder per promuovere riconciliazione, responsabilità e pace sostenibile.
  • Fornitori di servizi specializzati, tra cui ONG e organizzazioni comunitarie, offrono programmi e servizi di supporto ai veterani e ai gruppi vulnerabili colpiti dal conflitto, favorendone il reinserimento nelle società democratiche, affrontando bisogni socio-economici e psicologici e promuovendo una reintegrazione efficace nella vita civile.

 

Ambito (Scope)

Il periodo successivo a un conflitto presenta sfide rilevanti per la ricostruzione delle istituzioni democratiche, la promozione del dialogo sociale e il raggiungimento di una pace duratura. La distruzione di infrastrutture, istituzioni e tessuto sociale può generare instabilità prolungata, aumento delle disuguaglianze, sofferenza umana e indebolimento della governance democratica.

Questa ricerca mira ad analizzare le relazioni complesse tra ricostruzione post-conflitto, democrazia, disuguaglianze e cooperazione internazionale, con l’obiettivo di promuovere riconciliazione, responsabilità e dialogo sociale.

Le proposte sono incoraggiate a:

  • analizzare cause e conseguenze dei conflitti;
  • esaminare il ruolo delle narrazioni storiche e delle sensibilità culturali;
  • raccogliere evidenze su fattori chiave come violenza etnica, disuguaglianze e eredità dei conflitti;
  • studiare la prevenzione di transizioni fragili nel post-conflitto, considerando divisioni passate, presenti e future e includendo prospettive intergenerazionali.La ricerca deve adottare un approccio interdisciplinare, integrando contributi delle scienze sociali e umane (storia contemporanea, sociologia, psicologia, diritto, scienze politiche, studi culturali) per analizzare i fattori economici, sociali, psicologici e istituzionali che influenzano la ricostruzione.

    Le proposte devono inoltre:

    • adottare un approccio collaborativo che coinvolga istituzioni di ricerca, fornitori di servizi, autorità locali, società civile, media, scuole, organizzazioni educative e istituzioni culturali;
    • valorizzare il ruolo delle donne come costruttrici di pace;
    • combinare competenze su risoluzione dei conflitti, governance democratica, ricostruzione statale e coesione sociale;
    • includere approcci partecipativi per rafforzare inclusione e coinvolgimento degli stakeholder;
    • analizzare metodi innovativi come governance partecipativa, sviluppo economico inclusivo e ricostruzione guidata dalle comunità;
    • individuare sinergie con altri progetti UE su democrazia, società civile e cooperazione internazionale;
    • promuovere la cooperazione internazionale per raggiungere gli obiettivi del topic.

 

 

Criteri di eleggibilità:

Ai fini della partecipazione al programma Horizon Europe, i soggetti proponenti devono innanzitutto configurarsi come entità giuridiche, pubbliche o private, dotate di personalità giuridica ai sensi del diritto nazionale applicabile. Tali entità includono, a titolo esemplificativo, università, organismi di ricerca, imprese, amministrazioni pubbliche e organizzazioni della società civile. La partecipazione di persone fisiche è ammessa esclusivamente in specifiche tipologie di azione, in deroga al principio generale.

Le entità partecipanti devono essere stabilite in paesi ammissibili, ossia Stati membri dell’Unione Europea, paesi associati al programma Horizon Europe oppure, in determinate condizioni, paesi terzi. La partecipazione di soggetti stabiliti in paesi terzi può essere soggetta a limitazioni o condizioni specifiche, in particolare in relazione a considerazioni di sicurezza, tutela delle infrastrutture critiche o protezione degli interessi strategici dell’Unione.

Per quanto concerne la struttura dei partenariati, la maggior parte delle azioni collaborative richiede la costituzione di un consorzio transnazionale, composto da almeno tre entità giuridiche indipendenti tra loro, ciascuna stabilita in un diverso Stato membro o paese associato. Sono previste eccezioni per

determinate tipologie di azione, quali le azioni mono-beneficiario (ad esempio ERC o specifiche azioni MSCA), per le quali è sufficiente la partecipazione di un singolo soggetto.

Tutti i partecipanti devono procedere alla registrazione nel Participant Register della Commissione europea, ottenendo un codice identificativo univoco (Participant Identification Code – PIC). La registrazione costituisce condizione necessaria per la presentazione della proposta ed è seguita da una procedura di validazione a cura dei servizi competenti della Commissione, finalizzata alla verifica dello status giuridico e dell’origine dell’entità.

Le entità proponenti devono inoltre dimostrare adeguata capacità operativa e finanziaria. La capacità operativa riguarda il possesso di competenze, qualifiche professionali e risorse tecniche idonee all’attuazione del progetto. La capacità finanziaria, richiesta in particolare per il coordinatore, concerne la solidità economico-finanziaria dell’organizzazione, fatta salva l’applicazione di eventuali deroghe per enti pubblici o organismi di ricerca.

Infine, la partecipazione è preclusa ai soggetti che si trovino in una delle condizioni di esclusione previste dalla normativa finanziaria dell’Unione, tra cui, a titolo esemplificativo, procedure di insolvenza o liquidazione, condanne per reati gravi quali frode o corruzione, sottoposizione a misure restrittive dell’UE o situazioni di conflitto di interessi non sanabili. Tali disposizioni mirano a garantire l’integrità, l’affidabilità e la corretta gestione dei fondi dell’Unione.

 

Contributo finanziario:

La Commissione stima che un contributo dell’UE compreso tra 3,50 e 4,00 milioni di euro sia adeguato per raggiungere gli obiettivi. Tuttavia, possono essere presentate e selezionate anche proposte con importi diversi.

Budget indicativo

Il budget totale indicativo per il topic è di 12,00 milioni di euro.

Tipo di azione

Research and Innovation Actions

Assetto legale e finanziario del Grant Agreement

  • I costi ammissibili assumono la forma di lump sum (somma forfettaria).

L’autorità concedente può, fino a 4 anni dopo la fine del progetto, opporsi al trasferimento di proprietà o alla concessione di licenze esclusive sui risultati

 

Scadenza:

23 settembre 2026 – ore 17:00 (ora di Bruxelles)

 

Ulteriori informazioni: 

5. Culture, Creativity and Inclusive Society

 

 

questo bando, in formato pdf, clicca qui.

 

 

Servizio offerto da Mario Furore, deputato al Parlamento europeo, eurodeputato The Left.
Disclaimer: Le opinioni espresse sono di responsabilità esclusiva dell’autore o degli autori e non riflettono necessariamente la posizione ufficiale del Parlamento europeo.

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